✔️Sai come gestire bene un GIRD (una delle “rogne” di spalla maggiori per un fisioterapista)?

📕 I dolori cronici alla spalla (sia in atleti overhead -atleti il cui gesto sportivo comporta movimenti ampi e ripetuti dell’arto superiore al di sopra della testa-, sia in normali attività lavorative o quotidiane) sono spesso attribuiti ad alterazioni nella forza, flessibilità e postura non solo dell’articolazione gleno-omerale ma anche di altre componenti della catena cinetica di tronco e arto superiore.

📘 Inoltre, la perdita in gradi di rotazione interna (glenohumeral internal rotation deficit, GIRD) sembra rappresentare un elemento predisponente a una serie di processi patofisiologici, i quali concorrono allo sviluppo del quadro clinico, sostenuto prevalentemente da impingement interno o postero-superiore, lesione parziale di cuffia e lesione SLAP (superior labrum anterior and posterior).

📙 Se l’eziologia è sicuramente multi fattoriale (dovuta anche alla alterata atrocinematica della scapola che si traduce di conseguenza in una alterata atrocinematica di spalla e di tutte le sue articolazioni), un GIRD ha di certo una relazione significativa nella eziopatogenesi di una disfunzione della Scapola (in particolare nei TILT anteriori di scapola) come evidenziato in letteratura in alcune pubblicazioni, come questa sul JOSPT:

https://www.jospt.org/doi/abs/10.2519/jospt.2006.2241

⚠️ I tre principali fattori di rischio per lo sviluppo di condizioni dolorose nella spalla (dell’atleta e non solo, in quanto il GIRD può anche essere secondario ad post-intervento chirurgico di spalla) sono:

  1. GIRD (Glenohumeral Internal Rotation Deficit): ridotta rotazione interna della spalla
  2. Debolezza della cuffia dei rotatori
  3. Discinesia scapolare

🖐🏼 Il Trattamento manuale in questi casi si avvale, tra le varie, inizialmente di tecniche di stretching più frequentemente descritte per migliorare l’escursione articolare della rotazione interna effettuate passivamente dal paziente o dal fisioterapista.

FascialFull Spalla

👐🏼 In questo secondo caso, per Recuperare flessibilità della muscolatura tesa o rigida, uno IASTM come il Fascial Full® non solo ti permette di essere più efficiente ed efficace ma anche di poterlo essere preservando le tue mani in quanto significativamente esposte a problemi in questo tipo di trattamento e non solo come ben evidenziato in questo studio:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/27061697/

pubblicato nel 2016 sul Journal of Prevention, Assessment & Rehabilitation che, nello specifico, riguarda proprio i Fisioterapisti Italiani.

☝🏼 E’ poi sicuramente utile associare anche l’adeguata terapia fisica di supporto ed esercizi attivi specifici e, se possibile, il lavoro di recupero in acqua.

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Buon Lavoro!